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A pochi chilometri sopra Caccuri |
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Il Centro Comunitario Evangelico “Sion” |
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delle Assemblee di Dio in Italia |
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Le origini di
Caccuri (640 metri s.l.m.)
risalgono alla seconda metà del VI° secolo dopo Cristo. Nel
corso dei secoli ebbe diversi feudatari.
Sull'abitato sopra la roccia domina il castello, residenza della
famiglia Barracco. Diede i
natali a Francesco Simonetta detto “Cicco”.
La sua casa natale di impianto quattrocentesco è di
notevole interesse storico, in quanto, egli fu celebre
segretario di Francesco Sforza, duca di Milano e cancelliere
della duchessa Bona (sec. XV). Il territorio è ricco
di sorgenti di acque minerali (acqua della Lepre, solfureo-clorurata a 32°, usata per bagni e bevanda, con i resti
di un vecchio stabilimento; acqua del Bruciarello o della
Caviglia, solforosa, usata per bagni; acqua di Calderazzi,
salina fredda, usata per infuso) e di insediamenti rupestri.
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Le tradizioni di
quest’illustre cittadina in passato la ponevano all'attenzione
dei paesi vicini e di tutto il crotonese, ma, da qualche
decennio, vanno oramai scomparendo, così come i tipici costumi delle donne caccuresi.
La popolazione
residente, spesso fluttuante nel corso dei secoli, è attualmente
di circa 1800 abitanti. Vive sopratutto di terziario e di
rimesse degli emigrati. E' comunque, un paese tranquillo ed
ospitale.
Sull’alto
piano sovrastante Caccuri (“cà ti curi”), in Località
Praci, appollaiato a quota 800 m. su una superficie di
180.000
mq; sulle colline amene della Presila, tra una pineta di 5000
rigogliosi esemplari saltellati qua e là da guizzanti scoiattoli
che sbucano da enormi massi di pietra tipici di un paesaggio
lunare (un tempo, la cava di pietra del paese), sorge il
campeggio calabrese delle ADI.
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Cenni storici |
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Ma non è in
questo sito suggestivo, divenuto ormai meta estiva di un
migliaio di partecipanti, senza contare alcune centinaia di
visitatori, che sorgono i primi incontri estivi della Calabria.
Il primo campo, caratterizzato da uno sparuto numero di giovani
dai 12 ai 18 anni, risale al luglio del 1962 in una campagna di
Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro.
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Quanto umili
furono gli inizi! Con l’ausilio di un paio di casette quasi
fatiscenti quali dormitori e, una cucina improvvisata
all’interno di un rudere senza tetto (un paio di lenzuola messe
insieme fungevano da “copertura”), si tenne il primo campeggio
delle chiese ADI della Calabria. Un paio di anni dopo, in
seguito alla generosa donazione di un credente che viveva in
Svizzera, il fratello Erino Da Pozzo (due tende, 150 sedie, 65
brande in telo con altrettante coperte e altra attrezzatura da
campo), i raduni estivi della fratellanza calabrese assumevano
una certa regolarità. Nell’agosto del 1963, il campo estivo si
tenne a Satriano, un piccolo centro del catanzarese che si
affaccia sul Mar Ionio. In quella occasione si ritrovarono
insieme una settantina di persone.
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Grazie
all’attrezzatura che il Signore aveva provveduto, gli incontri
successivi, dall’estate del 1964 a quella del 1971, si tennero
ininterrottamente a Cenadi, una piccola località sempre in
provincia di Catanzaro, a 18 km dalla ridente costa di Soverato.
A queste occasioni annuali di un unico turno, solitamente una
quarantina di sorelle dormivano nella tenda piccola (“tana”),
una trentina di fratelli in quella grande, adibita pure a luogo
di culto e preghiere. Giuseppe Pelaggi, pastore a Vibo Valentia
e Filadelfia, racconta i tanti disagi e difficoltà (sicuramente,
cosa d’altri tempi) per arrangiare alla meglio ciò che allora
era considerato più che sufficiente. Ma quante benedizioni,
quante esperienze preziose di comunione fraterna per quei cari
che allora non conoscevano i privilegi e la ricchezza dei
tanti incontri di oggi. Soprattutto, quanti genuini battesimi
nello Spirito Santo!
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Il “campeggio di Grotteria”
(RC) |
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Grazie
all’interesse crescente per i campeggi in Calabria e all’
impegno dei fratelli, nel 1972, Dio provvide una nuova
sistemazione sull’Aspromonte ed, esattamente, nel comune di
Grotteria (101 km da Reggio C.) su un terreno di due ettari a
1000 metri s.l.m. Il nuovo sito, assolutamente naturale,
salubre, fresco e dotato di una fonte d’acqua, fu preso in fitto
per due anni. Successivamente, acquistato con le offerte dei
credenti, divenne la nuova sede degl’incontri estivi fino
all’estate del 1983. Senza l’utilizzo di corrente elettrica, ma
solo quello di lampade a gas fino al 1976, allorquando, con
l’aiuto della fratellanza italo - canadese, fu acquistato un
gruppo elettrogeno. Senza nessun tipo di impianto idrico, ma la
disposizione empirica di un contenitore grande sistemato vicino
alle tende, predisposto di 4 rubinetti, dove i campisti al
mattino si lavavano con l’acqua gelida dell’Aspromonte. |
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Impianti
doccia? Nemmeno a pensarli! I bambini si facevano il loro bagno
settimanale alla fonte, scegliendo le ore in cui l’acqua fosse
meno fredda. Le toilette rudimentali erano dei box di legno
appena capienti, approntati per il breve periodo del campeggio.
Le cose comunque migliorarono negli anni. Veniva prima comprata
una ulteriore tenda che diventavano tre, di cui una veniva
adibita a refettorio. Il precedente, infatti, era stato
allestito all’aperto. Certo, era bello mangiare sotto gli alberi
quando il tempo lo permetteva!Ma quanti disagi quando pioveva, e
non soltanto nel luogo destinato a refettorio. |
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Quando la
pioggia scendeva scrosciante, cosa per nulla rara su quelle
alture, i bambini correvano sotto la tenda e si rannicchiavano
sulle loro brande a castello insieme al loro piccolo bagaglio,
mentre a terra scorreva l’acqua che entrava da un lato e usciva
dall’altro. Negli anni 1975 e ‘76 venivano costruiti due modesti
capannoni, con relativi impianti idrici, che venivano destinati
a dormitori. Un paio di anni dopo furono realizzati bagni e
docce a sufficienza. Le comodità delle nuove strutture,
consentivano finalmente di ospitare meglio i due turni che si
tenevano raggiungendo punte massime di quasi 200 partecipanti:
quello dei più piccoli, dai 7 ai 14 anni; e quello dei giovani
di tutte le età, fin oltre ai quarant’anni. |
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Menzioniamo
solo un paio tra i tanti ricordi di allora rimasti
particolarmente impressi: la raccolta laboriosa dei campisti di
fragole e more di bosco che le sorelle utilizzavano insieme
all’anguria per preparare la macedonia della domenica. L’altro
ricordo è quello delle abbondanti benedizioni che il Signore la
sera spesso concedeva, quando, in preghiera attorno a un falò
che mitigava le temperature basse della notte, le ore in
preghiera scorrevano senza neppure accorgersene. Che occasioni
preziose di comunione col Signore!
L’insorgere
di atti vandalici sempre più gravi e frequenti, causavano
l’impiego di ingenti spese annue. Ciò costringeva i fratelli
responsabili a sospendere le attività del campeggio di Grotteria,
nonostante i tanti sforzi profusi. Andrea Palamara,
pastore ad Africo Nuovo e Ferruzzano, generoso e
infaticabile fautore di quest’opera, ricorda le grandi
benedizioni divine di quei giorni che lasciarono segni
indelebili nella formazione spirituale della vita di quei
giovani, oggi, genitori cristiani attivi nelle chiese. |
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Un
periodo di stasi |
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Dal 1984 al ‘95 il ricordo di
quelli che erano stati gli incontri estivi della Calabria che
avevano attirato numerosi partecipanti provenienti anche da
altre regioni, si andava tristemente allontanando nel tempo. Ciò
faceva crescere un senso di sconforto e malinconia generale.
L’impossibilità di accogliere i giovani durante l’estate,
pensandoli facile preda di ambienti mondani, era divenuta quasi
un incubo dal quale si doveva necessariamente uscirne.
Nell’agosto del 1991, grazie alla dedizione dei fratelli, il
Centro Valdese Betel presso il Villaggio Racise (immerso nel
bosco della rigogliosa Sila, ad oltre 1300 metri s.l.m.) ci
veniva gentilmente messo a disposizione.
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Dio concesse un turno
indimenticabile di benedizioni e battesimi nello Spirito Santo.
Egli visitò potentemente tutti quei partecipanti. Fu l’input
determinante perché si ripartisse. I fratelli erano alla
continua ricerca di una soluzione. Sicuramente, Dio avrebbe
provveduto presto una nuova sede. |
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La nuova
sede: il Centro Sion |
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L’idea del nuovo centro nacque
improvvisamente nel 1992; fu una provvidenziale sequenza di
circostanze che vide il pari sentimento tra pastori e relativi
Consigli delle chiese del crotonese, a sostegno di una possibile
iniziativa condotta dalla chiesa di Caccuri e dal suo pastore,
Felice Antonio Loria, attualmente presidente delle ADI. Tale iniziativa,
veniva successivamente assunta dai fratelli del Comitato di
zona, del Comitato campeggio e, infine, dell’Assemblea dei
pastori in seguito ad un convegno tenutosi a Crotone. Sempre nel
1992, veniva comprato il terreno e l’anno successivo stipulato
l’atto.
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Il 1993 e ‘94 furono anni di
intensa collaborazione dei credenti della chiesa di Caccuri,
Cosenza e di quelle della provincia di
Crotone. I lavori più essenziali di preparazione del campo
venivano eseguiti; venne effettuato l’acquisto a buon prezzo di 4 prefabbricati
(con sedie, tavoli, e cucina). Insieme alla realizzazione
del gazebo bar, le strade venivano tracciate e diverse altre
costruzioni di prima necessità, concretizzate.
Nel 1995 il Centro Sion veniva
ufficialmente aperto con 4 turni a seconda delle diverse fasce
d’età. Tanti sono stati i lavori da allora compiuti. Ne
elenchiamo alcuni: la realizzazione di due pozzi artesiani che
insieme alla condotta della Cassa del Mezzogiorno arricchiscono
d’acqua il Centro e consentono di irrorare abbondantemente le
piante; una mensa di 534 mq col tetto in legno lamellare
(utilizzata a rustico nel 2003 e ultimata nel 2004) in
sostituzione delle tende ch’erano state adibite a refettorio e
luogo di culto; |
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un pittoresco gazebo di 300 mq, dove solitamente
si tengono i culti; un efficiente impianto elettrico che
illumina gran parte del sito e di riscaldamento dei locali; la
cucina di m. 17x13 ben allestita e attrezzata; tre capienti
magazzini sottostanti la mensa; una graziosa casetta in pietra
ricavata da un rudere. Intanto i prefabbricati sono diventati 6:
rinnovati, coibentati, predisposti da un numero soddisfacente di
servizi. Sopra la cucina sono state costruite 8 stanze con
relativi servizi. Il Centro è reso ulteriormente gradevole da
una serie di strutture sportive e ricreative per grandi e
piccoli. |
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Lo scopo e le attività |
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Il Centro è
un’opera delle “Assemblee di Dio in Italia” che si propone di
programmare attività di culto, studio biblico e preghiera,
soprattutto durante la stagione estiva, tra i membri delle
nostre chiese che desiderano approfondire, attraverso
un’esperienza di vita comunitaria in un ambiente sereno, salubre
e adatto al riposo fisico, la propria comunione con Dio.
Negli ultimi due anni
si sono tenuti il primo e il secondo Incontro Fraterno della
Calabria che, sicuramente, sono rimasti impressi nel cuore dei
credenti. Il Centro è stato anche sede per diversi anni di
benefici periodi di soggiorno elioterapico per bambini
bielorussi colpiti dalle radiazioni di Cernobyl, nonché di
diversi incontri pastorali e di edificazione tra credenti
impegnati nel servizio cristiano. Ultimamente anche di fedeli
della zona e non, per trascorrere qualche giorno di comunione
fraterna. Queste attività svolte senza scopo di lucro a favore
di credenti d’ogni età e di ogni provenienza sono un'occasione
di amorevole servizio da parte di oltre 200 credenti che ogni
anno offrono generosamente le loro energiche braccia al servizio
dei fratelli. |
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I prossimi appuntamenti |
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"Il monte di
Sion … è in bella contrada" (Vers. Diodati, Sal. 48:2) e la
presenza del nostro Dio è in mezzo al Suo popolo che lo celebra.
Capace di accogliere comodamente 300 persone, con gli addetti ai
servizi e i responsabili, il Centro prevede durante questa
prossima estate lo svolgimento di sette turni, suddivisi per
fasce d’età, compresi in un periodo che va dal 22 giugno al 26
agosto.
Chissà!
Forse avrai occasione di visitarci e veder quanto il Signore ha
concesso a quella parte del Suo popolo che vive nella regione
che è considerata la più povera d’Italia.
Siamo
profondamente grati a Dio, ma anche a tutti quei credenti di
ieri e di oggi che con le loro offerte, la loro visione e il
loro amorevole servizio al Signore, hanno contribuito alla
crescita di quest’opera.
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Per
il Comitato “Sion” |
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Antonino E. Mortelliti |
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